domenica 26 giugno 2011

C’è bisogno di aria pulita! …

Come ricordò qualche anno fa Giulio Andreotti, in Italia i cicli della politica durano un ventennio, non di più. E, aggiungeva (lo statista democristiano), che la grandezza della Democrazia Cristiana era tutta nell’essere durata oltre due ventenni!...
Il ‘Berlusconismo’ è giunto ormai nella fase prossima all’esaurimento. E’ questione di qualche trimestre in più o in meno e, ironia della sorte, la fine di questo ciclo è dettata più dalla paura del “futuro senza” che del “futuro con” … Partiti e personaggi che cercano di ricollocarsi, come avviene in prossimità di ogni fine di ciclo. Chi cerca lidi diversi. Chi comincia a pensare a cambiar pelle o, addirittura, a cambiar mare per poter restare a galla!...
A mio modesto parere siamo giunti alla fine dei partiti personali, quelli col nome al centro, giusto per esser chiari, quelli che non hanno sezioni, quelli in cui i congressi sono materiale da cineteca! Appena venticinque anni fa se perdevi le elezioni andavi a casa; da venticinque anni a questa parte, se perdi le elezioni cambi partito.
Dopo la fine delle ideologie e dopo aver attentato costantemente ai valori centrali della nostra comunità, l’idea che è prevalsa nel Paese è quella descritta dal Machiavelli e praticata dal suo ‘Principe’! L’importante è vincere e chi non è con me è contro di me! Abbiamo ammazzato il confronto ed anche lo scontro democratico. Osservare la politica è diventato noioso: molte volte è risultata più interessante la pausa pubblicitaria!
Dopo aver rincorso in tutto e per tutto il ‘Principe’ per tutto il ventennio, scimmiottandolo a tutti i livelli e senza raggiungerlo mai, nell’ora in cui ci si appresta a preparare il futuro senza di lui, come in tutte le famiglie tenute su solo dagli interessi, si comincia a litigare. Sia dentro casa che nell’opposizione!
Bersani, facendo finta di essere giunto su questo pianeta ieri l’altro, si atteggia a post-Berlusconiano, tra una pettinata alle bambole ed una smacchiatura della pelle dei leopardi!… Di Pietro, che sente aria di resa dei conti intestina, prova a smarcarsi e si veste da post-doroteo, senza averne, però, la sostanza! La parte residuale dell’opposizione è tutta impegnata a scavalcarsi a sinistra, pronta a rivivere la Livorno del ’21 ad ogni piè sospinto! Avanza il voto di protesta rispetto a tutti i partiti (basta leggere a fondo il voto di Napoli e quello di Milano per comprenderlo bene) ed i partiti quasi non se ne accorgono; ed i leaders continuano a far finta di niente! C’è chi ha il terrore di andare alle elezioni perché sarebbe a rischio la rendita di parlamentare e chi, invece, vorrebbe andarci da ieri per aumentare di un insignificante +0,01% da spendere al supermarket di nuove alleanze costruite sul ‘particulare’ di pochissimi!
Basta! Se non si vuole mandare questo Paese in malora bisogna rimettere al centro la Politica! E per riportare al centro la Politica (sì, quella con la P maiuscola!) bisogna rimettere al centro dell’attenzione la Persona e non l’interesse di pochi! Questo Paese, la Gente perbene di questo Paese non ce la fa più a mantenere i costi di ciarlatani incapaci, delle loro auto blu, dei loro sfizi e dei loro vizi. Questo enorme popolo di incapaci (con qualche piccola ed ininfluente eccezione, naturalmente) pur di mantenere i propri privilegi ha ipotecato il futuro delle prossime generazioni! Quando si tratta di far vedere al Paese che sono diversi scelgono i temi più disparati ma quando si tratta di aumentarsi gli stipendi ed i privilegi votano quasi sempre all’unanimità! Basta! Qui monta un disagio forte anche in quel ceto medio che si avvicina giorno dopo giorno alla povertà! Si sta mettendo benzina sul fuoco e la responsabilità non è né potrebbe essere solo del diavolo!
E noi come Popolo se veramente vogliamo pensare seriamente ai nostri figli, cominciamo a rinunciare a qualche privilegio. Cominciamo a chiedere il rispetto dei nostri diritti con la coscienza tranquilla di aver praticato i nostri doveri! Riprendiamo a partecipare alla vita politica e sociale di questo Paese, ognuno con le proprie idee renderà più ricco il dibattito e le soluzioni saranno più vicine ai bisogni dei più che agli interessi dei pochi. Ripristiniamo il voto di preferenza, dimezziamo il numero delle istituzioni e quello dei Parlamentari, riduciamo i costi di finanziamento della politica. Con la dovuta formazione amministrativa potremmo farne quasi un servizio civile per il Paese a titolo gratuito!
Siamo al tubo del gas non solo economico, con l’Europa più vicina che ci frana pericolosamente intorno, ma anche alla barbarie civile e politica. C’è una classe politica, trasversale, di cui sappiamo tutti nomi e cognomi, ma anche i comportamenti degli ultimi trent’anni, che dovrebbe avere il buon gusto di andare a casa! C’è bisogno di aria pulita, da destra a sinistra!

Napoli, 26 giugno 2011

sabato 25 giugno 2011

Ho attraversato Napoli ...

Ho attraversato Napoli per lavoro oggi, sotto il sole, e mi sono chiesto come fanno a mettere la testa sul cuscino tutti quelli che hanno responsabilità storiche e molto più recenti, mentre una delle città più belle del mondo muore sotto cumuli di ‘monnezza’, dove l’odore del mare viene definitivamente coperto dai miasmi dei rifiuti in stato di decomposizione, dove il cinguettio delle rondini viene sostituito dallo squittire dei ratti…
E non riesco a farne una questione partitica, di colori, di bandiera. No! Qui l’unico colore che regna è quello  della ‘munnezza’ abbandonata sui marciapiedi, in mezzo alla strada, che sale di livello ogni giorno di più e si appresta a ritornare nelle case attraverso le finestre… L’unico colore è quello dell’arroganza stupida di chi pretende che gli altri si facciano carico della tua responsabilità.
Anni di emergenze e mai alcuno che abbia profittato degli interventi straordinari per mettere ordine e a regime la raccolta differenziata dei rifiuti!
Come dormiranno i numerosi assessori all’ambiente di estrazione ecologista che si sono susseguiti in questi anni a Palazzo San Giacomo?! E come dormiranno i sindaci che hanno messo in ginocchio una città?! E come dormiranno tutti quelli che hanno avvelenato ed avvelenano i nostri territori?!
Ciò nonostante, Napoli era piena di turisti!
Turisti con occhi a mandorla che muniti di mascherina non rinunciavano a scattare una foto ricordo accanto alla ‘monnezza’!
Turisti che non rinunciano ad attraversare la città di Partenope con gli autobus mentre riecheggiano ancora gli annunci senza riscontro di una città destinataria di un miracolo mai realizzato!

Luigi Di Raffaele
Napoli, 22 giugno 2011

domenica 19 giugno 2011

Un'Italia migliore è possibile!

Un'Italia migliore è possibile! Uno slogan a volte abusato ma che ben rende l'idea delle possibilità reali che abbiamo. Il mondo intorno a noi, costruito tutto sul mercato, sull'efficienza, sulla rendita sente scricchiolare pericolosamente le proprie fondamenta. La Grecia rischia di saltare e Portogallo e Spagna potrebbero seguirla di lì a poco. Anche il nostro Paese non gode di ottima salute! E ciò, nonostante la cura da cavallo riservata al popolo dai continui tagli e l'innalzamento della pressione fiscale che di fatto paga il crescente debito pubblico. Più aumenta il costo dello stato sociale, più le autonomie locali (come si diceva una volta) aumentano i livelli di tassazione con addizionali di ogni ordine e grado.
E' giusto pretendere da chi guida la barca d'indicarci la direzione, ma quando si scopre che la ciurma non tiene ben dritta la barca e perde la bussola, allora bisogna cominciare a fare i conti sul come salvare la pelle. E non solo la propria, ma di quante più persone è possibile! Cominciamo a riformare la macchina politico-burocratica di questo Paese! Come si fa con i bilanci familiari: si comincia a tagliare le spese, cominciando da quelle non proprio necessarie. E, allora, dimezziamo i parlamentari, dimezziamo il finanziamento pubblico ai partiti attraverso il sistema dei rimborsi elettorali, rivediamo il sistema pensionistico dei parlamentari, aboliamo le province e accorpiamo i piccoli comuni e le comunità montane, riduciamo le auto blu e tutti i privilegi eccessivi dei parlamentari... E, insieme, cominciamo a ridurre drasticamente i costi del sociale che servono a fare solo clientelismo: falsi pensioni d'invalidità, assegni di accompagnamento, esenzioni di ogni genere, anche per proprietari che non figurano tali. E per legge, costituiamoci come cittadini parte civile nei confronti di chi disamministra la 'cosa pubblica' in modo da pretendere il risarcimento dei danni subiti e delle somme eventualmente distratte o spese male.
Bisogna che tutti facciano la propria parte. C'è bisogno che ognuno di noi faccia la propria parte! E, proprio come avviene in famiglia, l'esempio deve giungere da chi ha maggiori responsabilità! Non c'è tempo da perdere! E dividersi sui colori, in questa situazione, aumenta solo la distanza dalla soluzione del problema. Insieme, le forze migliori e silenti di questo meraviglioso Paese, devono incamminarsi in quella che potremmo definire una seconda ricostruzione dell'Italia. Dopo quella fisica, quando il nostro Paese uscì distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale, dobbiamo ricostruire quella morale. In questo momento gli esempi non sono i migliori ed è per questo che questa rivoluzione morale, culturale, civile e pacifica, deve provenire dal basso.
Non so se è l'ultima chiamata. Ma potrebbe esserla!