Come ricordò qualche anno fa Giulio Andreotti, in Italia i cicli della politica durano un ventennio, non di più. E, aggiungeva (lo statista democristiano), che la grandezza della Democrazia Cristiana era tutta nell’essere durata oltre due ventenni!...
Il ‘Berlusconismo’ è giunto ormai nella fase prossima all’esaurimento. E’ questione di qualche trimestre in più o in meno e, ironia della sorte, la fine di questo ciclo è dettata più dalla paura del “futuro senza” che del “futuro con” … Partiti e personaggi che cercano di ricollocarsi, come avviene in prossimità di ogni fine di ciclo. Chi cerca lidi diversi. Chi comincia a pensare a cambiar pelle o, addirittura, a cambiar mare per poter restare a galla!...
A mio modesto parere siamo giunti alla fine dei partiti personali, quelli col nome al centro, giusto per esser chiari, quelli che non hanno sezioni, quelli in cui i congressi sono materiale da cineteca! Appena venticinque anni fa se perdevi le elezioni andavi a casa; da venticinque anni a questa parte, se perdi le elezioni cambi partito.
Dopo la fine delle ideologie e dopo aver attentato costantemente ai valori centrali della nostra comunità, l’idea che è prevalsa nel Paese è quella descritta dal Machiavelli e praticata dal suo ‘Principe’! L’importante è vincere e chi non è con me è contro di me! Abbiamo ammazzato il confronto ed anche lo scontro democratico. Osservare la politica è diventato noioso: molte volte è risultata più interessante la pausa pubblicitaria!
Dopo aver rincorso in tutto e per tutto il ‘Principe’ per tutto il ventennio, scimmiottandolo a tutti i livelli e senza raggiungerlo mai, nell’ora in cui ci si appresta a preparare il futuro senza di lui, come in tutte le famiglie tenute su solo dagli interessi, si comincia a litigare. Sia dentro casa che nell’opposizione!
Bersani, facendo finta di essere giunto su questo pianeta ieri l’altro, si atteggia a post-Berlusconiano, tra una pettinata alle bambole ed una smacchiatura della pelle dei leopardi!… Di Pietro, che sente aria di resa dei conti intestina, prova a smarcarsi e si veste da post-doroteo, senza averne, però, la sostanza! La parte residuale dell’opposizione è tutta impegnata a scavalcarsi a sinistra, pronta a rivivere la Livorno del ’21 ad ogni piè sospinto! Avanza il voto di protesta rispetto a tutti i partiti (basta leggere a fondo il voto di Napoli e quello di Milano per comprenderlo bene) ed i partiti quasi non se ne accorgono; ed i leaders continuano a far finta di niente! C’è chi ha il terrore di andare alle elezioni perché sarebbe a rischio la rendita di parlamentare e chi, invece, vorrebbe andarci da ieri per aumentare di un insignificante +0,01% da spendere al supermarket di nuove alleanze costruite sul ‘particulare’ di pochissimi!
Basta! Se non si vuole mandare questo Paese in malora bisogna rimettere al centro la Politica ! E per riportare al centro la Politica (sì, quella con la P maiuscola!) bisogna rimettere al centro dell’attenzione la Persona e non l’interesse di pochi! Questo Paese, la Gente perbene di questo Paese non ce la fa più a mantenere i costi di ciarlatani incapaci, delle loro auto blu, dei loro sfizi e dei loro vizi. Questo enorme popolo di incapaci (con qualche piccola ed ininfluente eccezione, naturalmente) pur di mantenere i propri privilegi ha ipotecato il futuro delle prossime generazioni! Quando si tratta di far vedere al Paese che sono diversi scelgono i temi più disparati ma quando si tratta di aumentarsi gli stipendi ed i privilegi votano quasi sempre all’unanimità! Basta! Qui monta un disagio forte anche in quel ceto medio che si avvicina giorno dopo giorno alla povertà! Si sta mettendo benzina sul fuoco e la responsabilità non è né potrebbe essere solo del diavolo!
E noi come Popolo se veramente vogliamo pensare seriamente ai nostri figli, cominciamo a rinunciare a qualche privilegio. Cominciamo a chiedere il rispetto dei nostri diritti con la coscienza tranquilla di aver praticato i nostri doveri! Riprendiamo a partecipare alla vita politica e sociale di questo Paese, ognuno con le proprie idee renderà più ricco il dibattito e le soluzioni saranno più vicine ai bisogni dei più che agli interessi dei pochi. Ripristiniamo il voto di preferenza, dimezziamo il numero delle istituzioni e quello dei Parlamentari, riduciamo i costi di finanziamento della politica. Con la dovuta formazione amministrativa potremmo farne quasi un servizio civile per il Paese a titolo gratuito!
Siamo al tubo del gas non solo economico, con l’Europa più vicina che ci frana pericolosamente intorno, ma anche alla barbarie civile e politica. C’è una classe politica, trasversale, di cui sappiamo tutti nomi e cognomi, ma anche i comportamenti degli ultimi trent’anni, che dovrebbe avere il buon gusto di andare a casa! C’è bisogno di aria pulita, da destra a sinistra!
Napoli, 26 giugno 2011

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