domenica 19 giugno 2011

Un'Italia migliore è possibile!

Un'Italia migliore è possibile! Uno slogan a volte abusato ma che ben rende l'idea delle possibilità reali che abbiamo. Il mondo intorno a noi, costruito tutto sul mercato, sull'efficienza, sulla rendita sente scricchiolare pericolosamente le proprie fondamenta. La Grecia rischia di saltare e Portogallo e Spagna potrebbero seguirla di lì a poco. Anche il nostro Paese non gode di ottima salute! E ciò, nonostante la cura da cavallo riservata al popolo dai continui tagli e l'innalzamento della pressione fiscale che di fatto paga il crescente debito pubblico. Più aumenta il costo dello stato sociale, più le autonomie locali (come si diceva una volta) aumentano i livelli di tassazione con addizionali di ogni ordine e grado.
E' giusto pretendere da chi guida la barca d'indicarci la direzione, ma quando si scopre che la ciurma non tiene ben dritta la barca e perde la bussola, allora bisogna cominciare a fare i conti sul come salvare la pelle. E non solo la propria, ma di quante più persone è possibile! Cominciamo a riformare la macchina politico-burocratica di questo Paese! Come si fa con i bilanci familiari: si comincia a tagliare le spese, cominciando da quelle non proprio necessarie. E, allora, dimezziamo i parlamentari, dimezziamo il finanziamento pubblico ai partiti attraverso il sistema dei rimborsi elettorali, rivediamo il sistema pensionistico dei parlamentari, aboliamo le province e accorpiamo i piccoli comuni e le comunità montane, riduciamo le auto blu e tutti i privilegi eccessivi dei parlamentari... E, insieme, cominciamo a ridurre drasticamente i costi del sociale che servono a fare solo clientelismo: falsi pensioni d'invalidità, assegni di accompagnamento, esenzioni di ogni genere, anche per proprietari che non figurano tali. E per legge, costituiamoci come cittadini parte civile nei confronti di chi disamministra la 'cosa pubblica' in modo da pretendere il risarcimento dei danni subiti e delle somme eventualmente distratte o spese male.
Bisogna che tutti facciano la propria parte. C'è bisogno che ognuno di noi faccia la propria parte! E, proprio come avviene in famiglia, l'esempio deve giungere da chi ha maggiori responsabilità! Non c'è tempo da perdere! E dividersi sui colori, in questa situazione, aumenta solo la distanza dalla soluzione del problema. Insieme, le forze migliori e silenti di questo meraviglioso Paese, devono incamminarsi in quella che potremmo definire una seconda ricostruzione dell'Italia. Dopo quella fisica, quando il nostro Paese uscì distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale, dobbiamo ricostruire quella morale. In questo momento gli esempi non sono i migliori ed è per questo che questa rivoluzione morale, culturale, civile e pacifica, deve provenire dal basso.
Non so se è l'ultima chiamata. Ma potrebbe esserla!

1 commento:

  1. Luigi, che dire.
    Innanzitutto in bocca al lupo per questo tuo nuovo "viaggio" e questo primo post rende bene l'idea della qualità dei post che pubblicherai e della passione che metti, non solo quando componi poesie (e lo fai magnificamente), ma in tutto.
    Un abbraccio e....avanti tutta!

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